• lunedì , 26 giugno 2017
Mamma basta capricci

Mamma basta capricci

Sono le 7.30 di domenica mattina… E sono sveglia.

Il sole colora tutto di un caldo oro primaverile, l’aria profuma di fresco… E sono sveglia.

Passo l’intera settimana alla ricerca di quel minuto in più per rigirarmi tra le lenzuola calde, dopo notti passate in tre nel lettone sperimentando posizioni da contorsionista che mai avrei creduto potessero conciliarmi il sonno e poi, la domenica mattina alle 7.30 sono sveglia.

Ad essere sincera, però, la notte passata non mi sono mai del tutto addormentata; pensieri, programmi, liste di cose da fare che non ho fatto, piccoli tormenti e qualche senso di colpa hanno punzecchiato il mio sonno facendomi rigirare tra le lenzuola, non per godermi quel bel caldino, ma per farmi agitare.

Leo ha compiuto due anni da pochi giorni e continuo a pensare a quanto velocemente sia passato il tempo. Mi ritrovo oggi con un piccolo ometto pieno di energia e vitalità capace di sfoderare con una semplicità disarmante, vocaboli che, molto spesso, mi chiedo dove abbia sentito e gesti di dolcezza che mi tolgono il respiro.

è meraviglioso e troppe volte sono troppo stanca e nervosa per rendermene conto fino in fondo.

Quando usciamo con gli amici è davvero difficile tenerlo al tavolo per più di 15 minuti, vuole, correre, giocare, esplorare, ridere e io mi arrabbio, alzo la voce, lo sgrido senza rendermi conto che è proprio quello che dovrebbe fare: correre, giocare, esplorare, ridere.

Non mi accorgo che la sua vivacità e la sua irrefrenabile curiosità sono un dono non una condanna; mi sento impotente e nervosa di fronte a cose che dovrebbero rendermi fiera e felice perché il suo essere bambino è ben lontano dall’essere maleducato o pestifero, il suo essere bambino è semplicemente felicità.

Ogni volta mi riprometto di ammorbidirmi, di prenderlo in modo differente, di assecondarlo per non agitarlo e, invece, ogni volta, mi ritrovo a rincorrerlo agitata con il dito alzato e il risultato è l’esatto opposto di quello che avrei voluto.

Questa mia rigidità mi fa sentire, spesso, poco materna, poco capace, poco orgogliosa e completamente in contrasto con la me stessa dei momenti privati e familiari, passati insieme ogni giorno, nei quali sono un’altra persona, un’altra mamma… Giochiamo, passeggiamo, ridiamo, corriamo, cuciniamo insieme senza vergogna o imbarazzo per gli errori commessi e senza quella costante esigenza di giustificare la mia dolcezza che mi fa sentire debole e sbagliata.

Vorrei essere sempre la “me stessa familiare” senza sarcasmo, senza cinismo, senza rigidità; vorrei riuscire a dire all’amica che mi chiede “è bravo?” si, è meraviglioso, un incontenibile biondino che riempie le mie giornate di gioia e disorganizzazione, anziché piagnucolare sempre su quanto sia stanca e su quanto sia difficile far combaciare tutto.

Fare la mamma è il lavoro più difficile che ci sia e farlo bene senza trascurare tutto il resto (compreso il lavoro retribuito) non è semplice ma quando alla sera mi siedo sul divano e ripenso alla mia giornata sono soddisfatta di quello che ho fatto… L’unica cosa che mi manca è avere la forza di esserne orgogliosa, con un pizzico di vanità,  anche di fronte agli altri, sempre.

Quindi il mio proposito per questo 2016 ormai iniziato da un pezzo, è proprio questo, smettere di fare i capricci e imparare a sfoggiare un pochino di più “la vanità dell’orgoglio da mamma” senza preoccuparmi di fare o dire la cosa giusta di fronte agli altri, senza preoccuparmi di crescere il figlio perfetto, senza preoccuparmi.

Ce la farò?

 

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2 Comments

  1. Alice
    20 marzo 2016 at 14:15 Rispondi

    Certo che ce la farai!!!!…e anche quando non sarà così non importa,perché il risultato del tuo essere una mamma favolosa e’davanti ai tuoi occhi!…basta stare qualche ora insieme a voi X vedere la vostra armonia e quanto Leo sia un bimbo felice!Sei la mia mamma creativa del cuore!

    • Chiara
      Chiara
      20 marzo 2016 at 16:20 Rispondi

      GRAZIE Ali… Più giri in giostra e meno sgridate per tutti!! 😉

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