• giovedì , 17 agosto 2017
Genitori si ri-nasce

Genitori si ri-nasce

Eliana è diventata mamma per la seconda volta e, ha deciso di raccontare le sue nuove emozioni sulle pagine delle Chiacchiere… Buona lettura.

“Un bimbo che nasce non nasce mai per caso. E se mi chiedete per quale ragione è nato vostro figlio, vi risponderó affinchè sappiate cosa avete nella vostra mente. È così che gli uomini e le donne imparano a conoscersi: attraverso i loro figli.”

Omraam Mikhael Aivanhov

Stamattina, come ogni lunedi’ in cui Aurora concede a me e al suo papà una sveglia eccezionale alle otto, l’ho accompagnata al nido.
Dopo il suo amato “lattino cacao”, seduta sul divano della sala, guardando Topolino, siamo uscite con il passeggino, “facendo finta di fare la nanna”.
Arrivate al nido l’ho accompagnata dai suoi amici bimbi e dalle sue care maestre.
Non riesco a portarla spesso e quindi, quando si tratta del mio turno, mi si abbarbica al collo come un cucciolo di koala all’albero e mi stringe forte forte appena entriamo nella saletta dei piccoli
dell’asilo.
Una delle sue maestre stava cantando ad alcuni dei suoi compagni “La pecora nel Bosco”, sfogliando un libro a figure che racconta proprio la storia della canzone.
Sussurro nell’orecchio di Aurora per invogliarla a scendere dalle mie braccia: “senti amore, la tua maestra sta cantando una delle tue canzoni preferite, non vorresti andare a guardare anche tu le figure del libro?”
Dopo il suo “ci” la faccio scendere e la guardo confondersi in mezzo ai suoi amici.
La saluto da lontano, dicendole che la sarei venuta a prendere io dopo la merenda.
Lei mi guarda con i suoi occhi grandi e profondi da cerbiatto e mi fa ciao con la manina, continuando a fissarmi fin quando non sparisco dietro la porta.
La mia bimba è serena e a me invece sale sempre un nodo in gola, come se a lasciarla per tornare a casa dalla sorellina Arianna e alle faccende quotidiane le facessi un torto.
In realtà lo so bene che è giusto cosí, ma che mi rendo conto, ogni giorno di più, di quanto sia cresciuta velocemente nel corso di questi mesi, dall’inserimento al nido, fino all’arrivo di sua sorella, certamente e giustamente non passato inosservato: e per quanto cerchi di fare la mamma poco smielata, resto sempre me stessa, con quell’innata sensibilità che spesso mi destabilizza per delle sciocchezze.
Vi garantisco però, che quando la vedo corrermi incontro a braccia aperte, alla fine di ogni giornata trascorsa all’asilo, riesco ancora a vederla nel suo incantevole essere piccola.

Mi capita di sentirmi in difetto con Aurora: in fondo è stata lei a farmi crescere, anche se dovrebbe funzionare esattamente all’opposto, e probabilmente avrà accusato le conseguenze del mio essere stata una mamma nervosa e irritabile, sebbene qualcuno mi abbia detto che in fondo lei è arrivata proprio per sanare questa parte di me.
I figli scelgono i genitori e se lei mi ha scelta significa che la sua prima “missione di bene” ,qui sulla Terra,, era proprio quella di “guarire e risvegliare”la sua mamma.

Avete mai pensato al delicato compito che, come genitori, siamo chiamati a portare a termine? Quello di accompagnare i nostri bimbi nel cammino della vita, fornendogli tutti gli strumenti che li possano mettere in grado di affrontare questo complicato ma meraviglioso mondo, che gli permettano di crescere con solide ali per mezzo delle quali possano librarsi liberi, guardando dall’alto questa strana ed ingannevole realtà.

Io ci penso ogni giorno, rendendomi conto dello sforzo di crescita incessante che sono chiamata a fare come madre in continua evoluzione, trovando nuovi mezzi per comunicare con loro senza intaccare la loro Anima, la loro inclinazione naturale.

Vorrei che imparassero ad osservare ed ascoltare senza giudicare, con un pizzico di quello scetticismo che fa prendere la giusta distanza dalle cose, permettendo di vederle sotto altre prospettive;
che provassero a mettersi in ombra, fuori dal branco abbagliato ed accecato dalla luce delle verità ormai consecrate come tali, in modo che, di quella luce, i loro occhi possano vederne tutti i giochi e le tonalità e solo allora possano sentirsi libere di scegliere in cosa credere.

Vorrei che capissero che il perdono è lo strumento indispensabile all’Amore per spegnere la rabbia e il rancore.

Che non permettessero all’invidia e all’arroganza di ferirle e all’agitazione e alla collera di invadere la loro mente di inutili e malevoli pensieri.

Che immaginassero di essere, come il loro papà ama definirsi, acqua che sa adattarsi ad ogni percorso.

“Rimanete fluidi, fluttuanti, non create mai rigidità intorno al Vostro essere, non diventate mai definibili.” OSHO

Che tenessero sempre a mente che il fallimento non esiste, si tratta solo di ridefinirlo come un trampolino di lancio per nuovi grandi inizi.
Perchè la vita si sa, non regala solo facili discese o interminabili e soleggiate pianure,ma anche pesanti salite sotto cieli grigi e carichi di pioggia, e che la qualità del loro cammino dipenderà, soprattutto, dalla percezione che avranno del mondo intorno a loro e della disponibilità che sapranno mostrare nell’accogliere e nel lasciar andare ogni tipo di ostacolo o di dono.

Che imparassero a vivere offrendo al mondo la loro autenticità, nella parola, nei pensieri, nell’atteggiamento, senza finzione, senza nascondersi dietro una maschera ogni volta diversa, consapevoli che potranno essere tutto ció che desidereranno, coltivando i loro sogni alla sola condizione di non calpestare quelli altrui.

Una mia cara amica, leggendo “Liberamente mamma” mi ha detto che qualcosa le sfuggiva quando parlavo di rinascita e libertà.

Queste piccole anime arrivano a noi come doni di speranza dal cielo, come nuovi semi d’Amore, attraverso i quali anche noi, i grandi, possiamo conoscerci piú a fondo, realizzando le enormi potenzialità cui disponiamo, se solo sapessimo usare in modo piú consapevole e positivo il nostro pensiero.
L’esistenza è qualcosa di assolutamente miracoloso: nell’esatto momento in cui un ovulo viene fecondato accade la vita e tutto cresce senza direttive evidenti, tutto si organizza con una naturalezza disarmante.
A lungo ho cercato di dare un significato a questo meraviglioso meccanismo ed in particolare al senso del nostro scopo come esseri viventi.
Noi non siamo esseri finiti. Lo è il nostro corpo, non la nostra anima, non la nostra energia.
E questa energia permea ogni essere vivente e avvolge ogni cosa.
Il nostro stesso pensare è energia che influenza chi ci sta intorno e quanto ci accade nella misura in cui esso sia positivo o negativo: è tutta una questione di vibrazione.
In realtà, quando in “Liberamente mamma” dicevo che un bimbo viene al mondo con il solo istinto di sopravvivenza esprimevo un pensiero incompleto.
Un bimbo viene al mondo con l’istinto di sopravvivenza e con tutto quanto a livello emotivo la mamma gli ha passato, il contesto in cui ha vissuto prima e durante la gravidanza e il fardello che si porta sulle spalle a sua volta, altre imponenti forme di vibrazione.
Anna Laura Cannamela nella sua splendida opera “Costellazioni familiari” ha meravigliosamente paragonato l’ascendenza e la discendenza di ogni essere umano ad un albero che, grazie al processo di fotosintesi, fabbrica le sostanze nutritive per vivere.
Allo stesso modo dovremmo immaginare noi stessi nelle radici e i nostri figli nelle foglie.
Noi, i nostri genitori e i nostri nonni (le radici) passiamo ai nostri figli (le foglie) tutte le energie che servono per la sopravvivenza. Se le energie saranno sane e, sul tragitto che le conduce alle foglie, non troveranno impedimenti (forme di pensiero distorte o condizionamenti etc.) l’Albero potrà evolvere.
E ora provate ad immaginare cosa accadrebbe se ogni “Albero” del mondo potesse evolvere in una forma nuova, buona, sana, amorevole, consapevole.

Come genitori siamo prima di tutto chiamati, già prima della nascita dei nostri bimbi, ad un profondo sforzo verso la nostra interiorità, ad essere pronti a riconoscere tutte quelle parti di noi che in realtà non ci appartengono, che ci pesano e che ci fanno soffrire e a lasciarle andare.
In questo modo non libereremo solo noi stessi ma anche i nostri figli, consegnando loro la chiave che gli permetterà un giorno di cambiare un pezzo per volta la loro realtà e quella di chi gli sta accanto.

Sono convinta che i genitori di oggi, quelli della mia generazione, non si rendano conto del potenziale umano che siamo chiamati a crescere.
Noi e i nostri figli possiamo fare qualcosa per iniziare un serio e positivo processo di cambiamento.
C’è bisogno di piú informazione su tutte quelle tematiche che “non convengono a nessuno” e della diffusione di un messaggio nuovo: che l’Amore, quello vero, quello che non ha bisogno di parole o giustificazioni, quello che accetta, che libera e perdona, quello umile, onesto che ci rende veri e autentici, quello che non conosce nemici, odio, rancore e risentimento è la massima forma di vibrazione positiva a cui l’umanità intera debba aspirare.

Don Miguel Ruiz nei Quattro Accordi sottolinea delle semplicissime verità di vita: dovremmo essere impeccabili nella parola, non prendere nulla sul personale, non suppore mai niente su persona o cosa alcuna e cercare di fare sempre del nostro meglio.

Ci sarà chi penserà che la sto facendo facile: sono io la prima a dire che NON LO È AFFATTO!!!
Tutti i giorni faccio un passo avanti e due indietro, nel tentativo di cambiare sinceramente.
È arduo conversare con una me stessa di 32 anni, cercando di convincerla che c’è qualcosa da sistemare, che la maggior parte delle mie azioni e dei miei pensieri non mi appartengono, guardando a fondo nella mia coscienza, ammettendo tutti gli errori commessi, senza per questo colpevolizzarmi e comunque tornare a commetterli di nuovo, dicendomi che la prossima volta saró in grado di fare meglio ancora, senza giudicarmi brava o cattiva, migliore o peggiore di qualcuno.

Questo intendevo per libertà e rinascita.

Ed ora vorrei chiedervi di riflettere su questa considerazione: è veramente cosí folle pensare seriamente che, tutelando le madri e i loro bambini, già prima del concepimento, e costruendo intorno a loro un ambiente adeguato, senza trascurare l’importanza e il sostegno che arriva dal compagno/papà, meditando profondamente sul significato e sul senso di chiamare al mondo una nuova Anima, si possano crescere adulti nuovi, piú forti, equilibrati e presenti, che possano portare su questa meravigliosa Terra, che ci accoglie, un nuovo paradigma di pensiero?

E.

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One Comment

  1. IL MAO
    24 settembre 2016 at 12:25 Rispondi

    Onorato di esserti Babbo 🙂
    Ti voglio bene Eli

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