• giovedì , 17 agosto 2017
Un Natale speciale

Un Natale speciale

Il Natale come siamo abituati a percepirlo è fatto di regali, luci, nastri e palline colorate.
È il Natale dei bambini che stanno con il nasino appiccicato al vetro delle finestre, la sera della Vigilia, nella speranza di scorgere nel cielo la scia della slitta di Babbo Natale.
È il Natale del Presepe e dell’Albero, il Natale di Gesù bambino, della stalla, dell’asinello e del bue.
Ma Natale significa anche e prima di tutto nascita, appartenenza, accettazione, calore da rinnovare ogni giorno nelle nostre famiglie.
La piccola protagonista della nostra storia l’ha capito molto bene e ha inviato una letterina molto speciale a Babbo Natale..

” Il Natale, si sa, regala a tutti un pò di magia.
Per la piccola Elly il Natale di quell’anno aveva qualcosa di molto particolare in più: era la prima volta che poteva scrivere la letterina per Babbo Natale tutta da sola.
Elly era una sveglia e curiosa bimba di 6 anni, anzi 5 e mezzo come precisava lei di continuo.
I suoi grandi occhi verde acceso risaltavano sotto una folta chioma di ricci bruni, rendendo il suo aspetto buffo e sbarazzino.
Elly era una bimba sorridente e solare ma da qualche anno a questa parte una domanda la tormentava.
Dall’età di circa tre anni, improvvisamente, i suoi genitori, i nonni, gli zii, insomma tutte le persone che avevano a che fare con lei, nel periodo che precede il Natale, avevano iniziato a ripeterle una frase che la piccola proprio non riusciva a capire :“Mi raccomando Elly, fai la brava, altrimenti niente regali per Natale! Babbo non passa per le case dei bimbi cattivi, nè tanto meno da quelle dove i bimbi non obbediscono alla mamma e al papà.”
Questa storia dei bimbi cattivi e di quelli bravi le era del tutto incomprensibile e quindi decise di chiedere spiegazioni al diretto interessato.
La sua letterina recitava più o meno cosí:

“Caro Babbo Natale!
Sono molto emozionata perchè posso finalmente scriverti da sola.
Ho una domanda per te su un argomento che proprio non mi entra nella testa.
Mi sento ripetere continuamente che se sarò cattiva non riceverò i tuoi regali per Natale.
Spiegami un pò come funziona per favore, perché credo proprio di non meritare che i miei desideri si esaudiscano a questo punto.
Aspetto con fiducia la tua risposta prima di Natale, se ti sarà possibile, cosí saprò se inviarti la mia letterina ufficiale.”
Con affetto
Elly

Quella stessa sera Elly mise la sua letterina tra i rami dell’albero di Natale, nella speranza che, durante la notte, uno dei folletti di Babbo Natale passasse a ritirarla.
albero

Il mattino dopo appena sveglia corse a verificare che i folletti avessero svolto bene il loro lavoro: la letterina non c’era più e la bimba, molto soddisfatta, pensò: “Babbo Natale sceglie proprio bene i suoi aiutanti, non c’é dubbio. Ora dovrò solo attendere la sua risposta”.

La notte successiva Elly fece molta fatica a prendere sonno: l’ansia di ricevere il parere di Babbo non le permetteva di rilassarsi.
Mentre stava finalmente per addormentarsi, fu distratta da un fruscio ai piedi del suo letto.
Elly si mise dritta a sedere e, scrutando attentamente nel buio davanti a sè, intravide la sagoma piccola, ma ben definita, di un folletto.
“Non ci posso credere!!!” esclamò Elly, “Non dirmi che tu sei….”
“Sí, sono proprio io, Tutur, il folletto capo dei folletti di Babbo Natale”.
Tutur brillava nel buio come una lucciola. Era molto buffo con quelle due orecchie elfiche che spuntavano fuori dal lungo e morbido cappello rosso che portava sul capo.
Tutur prosegui: “Vieni con me Elly! Babbo Natale è rimasto molto colpito dalla tua letterina e ti vuole assolutamente conoscere di persona.”
Elly non poteva crederci, era esterrefatta e non si rese nemmeno conto quando Tutur la prese per mano.
Puf…in un secondo Elly si ritrovò di fronte alla porta della casa di Babbo Natale.
La piccola casetta brillava di luci rosse e bianche che si accendevano e spegnevano, riflettendo il loro bagliore sulla coltre di neve che si estendeva tutto intorno.
Appena aprí la porta Elly fu investita da un buonissimo profumo di biscotti allo zenzero che le fece venire l’acquolina in bocca.
La casa era tutta addobbata da fronde di pino, pigne e bacche rosse.
Una profonda e calda voce paterna le disse: “Vieni Elly. Non vedo l’ora di conoscerti”.
Di fronte a lei si trovava proprio Babbo Natale, seduto su una grossa sedia di legno, vicino ad uno scoppiettante e caldo camino, intento a riparare un meraviglioso trenino.
“I miei amici folletti ogni tanto sono un pò sbadati e combinano qualche pasticcio. Ma non stare lí impalata davanti alla porta, vieni a scaldarti accanto al fuoco! Puoi sederti qui vicino a me!”
Elly, coperta solo dal suo pigiama, era tutta infreddolita, quindi corse velocemente al camino per trovare un pò di tepore.
Babbo prosegui: ”Sai Elly, la tua letterina mi ha molto stupito. Ti sei posta una domanda molto seria. Io non ho mai fatto distinzioni tra voi bambini. Nella mia fabbrica costruisco giochi per ognuno di voi”.
Elly con un’espressione interrogativa in viso rispose: “E allora perchè tutti continuano a rifilarmi questa cantilena dei bambini buoni e di quelli cattivi?? L’altro giorno per esempio sono stata un po’ sgarbata con la mamma perchè continuava a chiamarmi mentre stavo finendo un bellissimo disegno e non potevo proprio smettere… Lei si è arrabbiata moltissimo, dicendomi che non la ascolto mai e non le rispondo quando mi chiama, eppure lei fa lo stesso quando lavora al computer ed io ho bisogno di lei. Allora anche lei è cattiva? Ma perchè nessuno le dice che non le porterai i regali??”
Babbo Natale le sorrise: “Vedi Elly, mamma e papà ti vogliono veramente molto bene, solo che a volte sono un po’ pigri e, al posto di dare per primi il buon esempio o di capire cosa c’è veramente dietro le tue risposte poco garbate e magari spiegarti come gestire il tuo disappunto, pensano bene di passare la responsabilità nelle mie mani, inventandosi questa buffa storia, pensando che voi bimbi possiate cosí capire la differenza tra una buona azione e una cattiva.
Non hanno ancora compreso che voi siete il loro riflesso.”
Elly rise: “Allora credo proprio che per Natale tu debba portare loro uno specchio!!!”.
Babbo Natale scoppiò in una fragorosa risata: “Lo credo anche io Elly, hai proprio ragione!!!
Ora però è tempo che tu torni a riposare, si è fatto molto tardi. Domani potrai scrivermi la tua letterina ed io farò il possibile per esaudire tutti i tuoi meritatissimi desideri. Ciao piccola Elly!”

Puf… tutto svaní come d’incanto.

elfo

Quando la mattina Elly si svegliò, non seppe dire se avesse sognato o se avesse incontrato sul serio Babbo Natale.
Di fatto ai piedi del suo letto trovò aghi di pino e bacche rosse..
La bimba corse a prendere carta e penna e si infilò di nuovo sotto le coperte a scrivere la letterina.

“Caro Babbo Natale.
Non so se ci siamo parlati veramente o se è stato solo frutto della mia immaginazione.
Per questo Natale, per favore, pensaci tu ai miei regali, portami quello che preferisci.
Io ti chiedo solo di aiutarmi a far capire a mamma e a papà che non sono cattiva, che spesso imito quello che vedo far loro e che a volte mi piacerebbe se fossero un poco più pazienti, che non avessero sempre fretta .
Lo so che sono sempre tanto impegnati e spesso nervosi per il loro lavoro, ma se mi fanno sentire cattiva e sbagliata, io poi credo di non meritare la loro attenzione e il loro affetto.
Spero con il cuore che tu mi possa aiutare.”
Ti abbraccio forte
Elly

Per la piccola Elly quel Natale ebbe veramente qualcosa di molto particolare in più: non solo scrisse tutta sola la letterina a Babbo Natale e lo conobbe di persona, ma capí anche che mamma e papà in fondo in fondo non erano molto diversi da lei.
Erano anche loro dei bimbi, forse un po’cresciuti d’aspetto esteriore, che si erano solo dimenticati come si comportano i bimbi veri: loro facevano solo finta e nemmeno se ne rendevano conto!!
Gli serviva proprio uno specchio.

“Speriamo che Babbo Natale si ricordi di portarglielo!!”, sospirò la bimba portando gli occhi al cielo mentre un furbo sorriso comparve sul suo tondo faccino.”

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One Comment

  1. IL MAO
    20 dicembre 2016 at 17:54 Rispondi

    🙂 brava la mia gallina !! ti voglio bene Ely

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